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MEDJUGORJE – INTERVISTE E TESTIMONIANZE
Vicka e le altre ci hanno spalancato Medjugorje
Noi abbiamo incontrato le veggenti. E chi dà la vita per gli altri
dall'inviato VINCENZO SANSONETTI,
foto di DANIELE CALISESI
(dal settimanale "Oggi" del 27/5/2009)

UNA FOLLA PER VICKA - La veggente Vicka, 44, con i pellegrini italiani. |
Medjugorje (Bosnia-Erzegovina), maggio.
All'anagrafe si chiama Vicka Ivankovic-Mijatovic. Ma per tutti è Vicka. Arriva poco prima delle 8 di mattina. La folla di pellegrini è lì ad attenderla, paziente, da più di un'ora. E sulla scala di pietra ci sono anche due interpreti, dal tedesco e dall'inglese (per l'italiano l'interprete non serve: come tutti i veggenti di Medjugorje, Vicka parla bene la nostra lingua). L'aiuta a farsi strada, nella calca, una specie di guardia del corpo (un cugino? un amico?). Come se fosse una star. Ma è solo una ragazza di 44 anni, sorriso meraviglioso, sposata e due figli, che ha passato gran parte della vita a dialogare con la Vergine. La vede ogni giorno dal 24 giugno 1981. Siamo all'esterno della sua vecchia casa azzurra, dove viveva prima di trasferirsi nel sobborgo di Krehin Gradac. E dove, come quand'era ragazzina, incontra ancora i pellegrini, due o tre volte la settimana.
Sette anni dopo le nozze, celebrate il 26 gennaio 2002 (Oggi era l'unico giornale italiano presente), torniamo da lei. L'occasione? I 25 anni di messaggi della Madonna al mondo. Raccolti nel nostro Speciale da collezione in uscita a fine mese.
Vicka, come stai?
«Sto bene, grazie. Sì, in questo momento sto bene. Con l'aiuto di Dio e della Madonna».
Tra i sei veggenti di Medjugorje (oltre a Vicka, altre tre ragazze, oggi diventate donne: Marija, Mirjana e Ivanka; più Ivan e Jakov), è quella che nella sua vita ha sofferto di più. Ma ha sempre affrontato il dolore con grande serenità. Ci ha reso un grande favore, Vicka. Ci ha fatto accomodare in casa e ci dedica qualche minuto, mentre fuori i pellegrini sono in trepida attesa. Sono almeno trecento, in pochi metri quadrati, stretti tra un negozietto e l'altro di souvenir, sorti come funghi negli ultimi anni a ridosso della casa della veggente. Per fortuna oggi la giornata è fresca. In agosto è un tormento aspettare all'aperto, sotto il sole.
Quando ti sei sposata, ci avevi detto che nel matrimonio gioia e dolore hanno ugual peso. Dono di Dio entrambi, La pensi ancora così?
«Sì. Il matrimonio è una grande grazia del Signore. Viviamc in un momento molto difficile per le famiglie e i giovani. Le famiglia è sotto attacco».
«Mamma, domani di più»
Come va con i figli?
«Maria Sofia ha 6 anni, Antonio 4 e mezzo. Sono bravi Ogni sera recitiamo tutti insieme il Rosario in famiglia. Noi si stancano, anzi. L'altra sera il più piccolo mi ha detto: "Mamma, perché oggi abbiamo pregato poco? Domani, di più"».
Un bambino maturo...
«Hai ragione. Solo la preghiera può tenere unita la famiglia. E l'umiltà. Dice la Vergine: "Dovete mettere Dio al primo posto, nella vostra casa, come un principe". Senza Dio non si può andare avanti. Il segreto: amore e preghiera con il cuore».
Fuori cresce l'agitazione. I pellegrini raccolgono febbrili, in sacchetti di plastica, biglietti gualciti su cui hanno scritto una grazia da chiedere alla Madonna, o foto di parenti e amici malati. Una nonna, un po' affaticata, mostra orgogliosa la fototessera del suo decimo nipotino. Biglietti e foto da consegnare a Vicka, perché li affidi a Maria, durante l'apparizione che avrà questa sera.
Vicka, non sei stanca di tutta questa gente?
«No, perché?».
Qual è la cosa più importante da chiedere a Maria?
«Non bisogna chiedere niente».
Come, niente?
«Dio, cui Maria si rivolge, sa ciò di cui abbiamo bisogno. Ma i suoi tempi, i tempi di suo Figlio, non sono i nostri. Il miracolo, la grazia, avvengono quando meno ce l'aspettiamo. Spesso i pellegrini hanno un atteggiamento di pretesa. Ma a noi la Vergine chiede di seguire i suoi inviti materni: alla preghiera, alla conversione, alla pace. Insomma, è come se ci dicesse: "Vivete quello che dico, al resto ci penso io!"».

L'EX CAMPIONE E LO SHOWMAN TV SONO DEVOTI - Medjugorje (Bosnia-Erzegovina), 13 maggio 2009. Il giornalista televisivo Paolo Brosio, 52 (a destra), con l'ex calciatore e allenatore serbo Sinisa Mihajlovic, 40: sono davanti a una statua che raffigura la Regina della Pace, durante il pellegrinaggio che si è svolto il giorno della festa della Madonna di Fatima. Brosio, dopo un periodo buio, ha ritrovato la fede proprio incontrando la spiritualità di Medjugorje.
«Convertire il cuore»
Non è un momento facile. Il mondo è in una crisi profonda. Cosa ne pensi?
«La crisi è soprattutto dentro di noi. Dobbiamo convertire il nostro cuore. Non sono preoccupata. Sono contenta per i pellegrini. So che tanti di loro, partiti da qui, tornano a casa cambiati».
Ci alziamo, pronti ad andarcene. La veggente non mostra segni di impazienza. E ci darebbe ancora una manciata di tempo, ma ci dispiace per la piccola folla che è fuori ad aspettare. Un ultimo saluto. Vicka esce dalla stanza. Incontra brevemente alcuni sacerdoti: si capisce che sono vecchi amici. Poi si affaccia al ballatoio. Comincia a sorridere, fa cenni con la mano, manda baci. Si guarda intorno come se volesse abbracciare tutti, uno per uno. Quando inizia a parlare, non vola una mosca. Centinaia di occhi su di lei. «La Madonna chiede di far posto a Dio», esorta. Poi un paragone che le è caro. «La nostra vita è come un vaso di fiori. Ogni giorno c'è bisogno di qualche goccia d'acqua. Altrimenti la pianta muore. E le gocce d'acqua sono proprio i momenti in cui preghiamo e facciamo spazio a Dio nel nostro cuore».

Appare ogni giorno
Ma non c'è solo Vicka. Ecco le altre tre veggenti. Cominciando da Marija Pavlovic-Lunetti, 44, che vive a Monza, è sposata e ha quattro figli. Come Vicka, Marija ha ancora le apparizioni tutti i giorni. A lei la Madonna «detta» [più precisamente la Madonna non detta ma riferisce il messaggio al veggente che, al termine dell'apparzione, lo trascrive su un foglio, ndr] ogni 25 del mese, ininterrottamente dal gennaio 1987, un messaggio per il mondo (dal 1° marzo 1984 all'8 gennaio 1987 i messaggi erano ogni giovedì). Mirjana Dragicevic-Soldo, 44, ha avuto le apparizioni quotidiane fino al 25 dicembre 1982. Da allora ha una apparizione l'anno che coincide con il compleanno, il 18 marzo. E dal 2 agosto 1987 c'è anche un'apparizione ogni 2 del mese. Ivanka Ivankovic-Elez, 43, fino al 7 maggio 1985 ha avuto apparizioni quotidiane; da allora una sola l'anno, il 25 giugno.
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La maternità di Maria ha generato, a Medjugorje, per una sorta di miracolosa germinazione, altre «madri», protagoniste di storie di accoglienza e solidarietà. Suor Elvira Petrozzi, 72, fondatrice della Comunità Cenacolo, a Medjugorje ha due «case», una maschile e una femminile, per aiutare i ragazzi a uscire dalla tossicodipendenza. La sua terapia: lavoro e preghiera. Suor Cornelia Kordic accoglie orfani e anziani soli. La sua arma: il sorriso e l'abbandono alla Provvidenza. Infine la rumena Melinda Dumitrescu, 33, ha rinunciato a una brillante carriera e suona il violino solo per Maria e per i pellegrini. Tanti i fatti prodigiosi legati al paesino dell'Erzegovina, meta di due milioni di pellegrini l'anno (un terzo italiani). Come il liquido misterioso che trasuda dal polpaccio della statua in bronzo del Risorto, opera dello sloveno Andrei Ajdic. I devoti raccolgono quel liquido nei fazzoletti. C'è chi non approva. Ma Medjugorje è anche questo.


In alto, Suor Elvira Petrozzi, 72, fondatrice della Comunità Cenacolo, con le ragazze del Campo della Gioia, uscite dalla droga. Sotto, Suor Cornelia Kordic, 60, delle Sorelle missionarie della Famiglia ferita, con alcuni orfani. In alto a destra, la rumena Melinda Dumitrescu, 33, e il suo violino: ha rinunciato a una carriera per suonare per i pellegrini.
Intervista di Riccardo Caniato a Marija Pavlovic
Ecco la parte iniziale dell'ampia intervista a Marija (nella foto), la veggente che riceve i messaggi della Madonna, pubblicata sul numero da collezione di Oggi, in edicola dal 27 maggio, tutto dedicato a Medjugorje.
È venuta anche stasera?
«Sì, durante la preghiera».
Viene sempre qui, in casa tua?
«Non sempre qui, ma dove io mi trovo».
E com'era?
«Bellissima, di più, come sempre» (sorride).
Succede da ventotto anni, è cambiato qualcosa in lei durante questo tempo?
«No, io sono cambiata, sto diventando vecchia (ride). La Madonna è sempre giovane».
E «bellissima»...
«Non solo come l'intendi tu. Noi tante volte ci appoggiamo a un'immagine esterna che non ha corrispondenza nell'io. A volte vestiamo delle maschere che coprono una malattia, una sofferenza, le paure, il vuoto. Per Maria non è lo stesso, non a caso quando abbiamo osservato: "Come sei bella!", lei ha risposto: "Sono bella perché amo" facendoci percepire un modo di essere che la investe completamente. La sua bellezza di fuori fa trasparire la pulizia, la luce, l'equilibrio interiore. Nella Madonna c'è perfezione d'ordine, armonia. È una bellezza di una persona compiuta, a immagine di Dio, trasuda la santità di chi vive nella sua presenza. E devi vederla quando ride!».
Com'è il suo sorriso?
«Sconvolgente, vieni attraversato da un torrente di acqua gelata».
Ma è vero che l'hai anche potuta toccare?
«In certe circostanze, come nei compleanni, gli onomastici, talvolta la Madonna mi ha abbracciato e mi ha dato un bacio».
E che cosa hai sentito?
«Il suo corpo. È come il tuo».
È successo anche agli altri veggenti?
«Sì. E negli anni ne hanno fatto esperienza anche i pellegrini. Molti hanno testimoniato, per esempio, di aver sentito sulla testa le sue mani, le mani di Maria, che si posavano per la benedizione al termine dell'apparizione».
Ma che cosa vi dite in quei momenti?
«Quando non deve darmi un messaggio, preghiamo: per i consacrati, per gli sposi, per i malati. Le presento le persone che hanno chiesto una grazia». |
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