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IL CASO MEDJUGORJE

Il caso Tomislav Vlašić

«Il provvedimento non è un giudizio sui "fenomeni di Medjugorje", ma sui comportamenti personali di Vlasic soprattutto in quanto fondatore dell’associazione 'Kraljice Mira', e non per il suo ruolo riguardo quanto accaduto nel piccolo centro dell’Erzegovina» (da Avvenire del 30 luglio 2009).

 

Padre Tomislav Vlasic
Tomislav Vlašić

Già parroco di Capljina, padre Tomislav Vlašić, francescano, si è stabilito a Medjugorje il giorno stesso dell'arresto di Padre Jozo. Egli diventa così coadiutore della parrocchia nel periodo che va dal 1982 al 1985 e si impegna in modo particolare nell'animazione di un gruppo di preghiera di giovani, al quale non partecipa nessun veggente, ad eccezione di Marija Pavlovic.

I problemi iniziano quando ad un certo punto viene posto in atto il tentativo di accreditare nuovi veggenti con ulteriori rivelazioni, quasi che i sei ragazzi scelti inizialmente dalla Gospa fossero ormai superati e inadeguati. Alcuni commentatori del "fenomeno Medjugorje" ritengono che la Gospa si riferisse proprio a quanto stava accadendo in quegli anni quando, in un messaggio del primo agosto del 1985, dichiarava che «Satana ha preso una parte del mio piano e vuole farlo proprio». Si stava realizzando cioé il tentativo, destinato a fallire, di scompaginare il gruppo originario dei sei veggenti con ulteriori veggenti e indebite rivelazioni. Tale fatto, a cui prendono parte molti devoti, si diffonde presto anche fuori da Medjugorje con nuovi veggenti.

Nel 1985 padre Tomislav lascia Medjugorje e non vi fa più ritorno. Nel 1988 si trasferisce in Italia e a Parma, assieme ad una nuova veggente, Agnes Heupel, fonda una nuova comunità: ”Kraljice mira potpuno Tvoji - po Mariji k Isusu” ("Regina della pace, siamo completamente tuoi; a Gesù attraverso Maria"). Marija Pavlovic segue questa comunità per alcuni mesi per poi uscirne definitivamente. In più occasioni Padre Tomislav ha affermato che questa nuova comunità da lui fondata nasceva per espresso desiderio della Vergine di Medjugorje, aspetto che successivamente verrà negato dalla veggente Marija Pavlovic in una lettera inviata alla Santa Sede nel luglio del 1988. In essa Marija dichiara che "tutto quello che può essere percepito come conferma e approvazione esplicita dell'Opera di P. Tomislav e Agnes Heupel da parte della Madonna tramite me è assolutamente estraneo alla verità". Con questa lettera si mette così una definitiva cesura tra le apparizioni di Medjugorje e la comunità fondata da padre Tomislav.

Seguono alterne vicende con vari interventi disciplinari disattesi durati vent'anni finché nel 25 gennaio 2008 interviene la Congregazione per la Dottrina della Fede con un decreto (prot. 144/1985) firmato dal Cardinale William Levada (Prefetto) e dall'Arcivescovo Angelo Amato (Segretario della Congregazione). In questo decreto, reso pubblico da monsignor Ratko Peric, Vescovo di Mostar-Duvno (la Diocesi in cui si trova Medjugorje), su incarico della stessa Congregazione vaticana, si osserva che le sanzioni si sono imposte di fronte alle accuse contro il sacerdote "per divulgazione di dubbie dottrine, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza ad ordini legittimamente impartiti ed addebiti contra sextum" (cioè contro il sesto comandamento). Il decreto ha stabilito cinque sanzioni, tra cui il dovere di rimanere in una casa dell'Ordine francescano della Lombardia determinata dal Ministro Generale dell'Ordine, padre José R. Carballo, e il divieto di mantenere ogni relazione con la comunità Regina della Pace e con i suoi membri. Il testo vieta inoltre di "effettuare negozi giuridici e agire negli organismi amministrativi" senza licenza scritta del Ministro Generale dell'Ordine e stabilisce l'obbligo "di seguire un iter formativo teologico-spirituale con valutazione finale e, previa recognitio di questo Dicastero, emissione della professio fidei". Proibisce infine "l'esercizio della ‘cura d'anime', la predicazione, i pubblici interventi ed è revocata la facoltà di confessare fino alla conclusione di quanto disposto".

Il sacerdote, non avendo riconosciuto le accuse che gli sono state rivolte, non ha nemmeno accettato le sanzioni. Non avendo obbedito a queste ingiunzioni, è incorso nella censura dell’interdetto latae sententiae. Egli ha quindi chiesto di essere dispensato dall'esercizio del suo ministero sacerdotale e dalla sua condizione di religioso per evitare che si arrivasse a provvedimenti estremi come la scomunica da parte del Papa per eresia, manipolazione delle coscienze e per non aver rispettato il voto di castità.

Nel marzo 2009 il Papa gli concede la riduzione allo stato laicale e la dimissione dall’Ordine dei francescani minori. Questo fatto viene annunciato una lettera indirizzata da padre José Rodriguez Carballo, ministro generale dell’Ordine, ai ministri provinciali di Bosnia-Erzegovina, Croazia e Italia. Da essa si apprende inoltre che Benedetto XVI ha anche “concesso all’oratore, motu proprio, la remissione della censura incorsa, nonché la grazia della dispensa dai voti religiosi e da tutti gli oneri connessi con la sacra ordinazione, incluso il celibato”. A Vlasic sono state imposte tre condizioni: la “interdizione assoluta di esercitare qualsiasi forma di apostolato, nonché di acquistare e amministrare beni destinati a opere pie”, il “divieto assolto di rilasciare dichiarazioni in materia religiosa, specialmente riguardo ai ‘fenomeni di Medjugorje‘” e la “proibizione assoluta di abitare le case dell’Ordine dei frati minori”. Su queste prescrizioni, in particolare su quest’ultimo aspetto, il Vaticano chiama a vigilare i superiori dell’ordine. Per questo, padre Carballo conclude la lettera sollecitando i ministri provinciali a vigilare sul rispetto di queste disposizioni da parte di Vlasic e ad avvertire – nel caso di infrazione – i responsabili, “sotto pena di rimozione dall’ufficio”.

A.G.

___

NOTA. Per ricostruire le vicende, oltre ai documenti presenti nella sezione "Documenti su Medjugorje" del sito di "Radio Maria", abbiamo tenuto conto della nota pubblicata dalla Agenzia Zenit il 29/7/2009 e di una pagina dal quotidiano "Avvenire" pubblicata il 30/7/2009. Fondamentali sono stati i resoconti fatti da Padre Livio Fanzaga nel corso del Commento alla stampa di giovedì 30 luglio 2009 trasmessi da "Radio Maria" e riportati nella newsletter diffusa nello stesso giorno, che hanno permesso di correggere inesattezze diffuse dalle principali agenzie di stampa e riprese da notiziari e quotidiani. In particolar modo risulta non veritiera l'affermazione che padre Tomislav fosse la "guida spirituale dei veggenti". A tal proposito si legga l'intervista fatta a Fra Ivan Sesar, Provinciale dei Francescani di Erzegovina, riportata in questa stessa pagina.

 

IL CASO TOMISLAV VLAŠIĆ

 

Il documento che certifica la riduzione allo stato laicale di Tomislav Vlašić

Ecco la lettera indirizzata da padre José Rodriguez Carballo, ministro generale dell’Ordine, ai ministri provinciali di Bosnia-Erzegovina, Croazia e Italia. Da essa si apprende inoltre che Benedetto XVI ha anche “concesso all’oratore, motu proprio, la remissione della censura incorsa, nonché la grazia della dispensa dai voti religiosi e da tutti gli oneri connessi con la sacra ordinazione, incluso il celibato”.

Ai Ministri Provinciali di Bosnia- Erzegovina,
Croazia e Italia.
Loro sedi.

Carissimo Fratello Ministro,
Il Santo Padre, accogliendo la richiesta di fr. Tomislav VLASIC, OFM, membro della minoritica Provincia di S. Bernardino da Siena (L'Aquila), responsabile di condotte lesive della comunione ecclesiale sia in ambito dottrinale che disciplinare ed incorso nella censura dell'interdetto, gli ha concesso la grazia della riduzione allo stato laicale (amissio status clericalis) e la dimissione dall'Ordine.
Inoltre, il Santo Padre ha concesso all'oratore, motu proprio, la remissione della censura incorsa, nonché la grazia della dispensa dai voti religiosi e da tutti gli oneri connessi con la sacra ordinazione, incluso il celibato.
Come salutare precetto penale - sotto pena di scomunica da dichiararsi dalla S. Sede, ed in caso di necessità anche senza previa ammonizione canonica - al Sig. Tomislav Vlasic vengono imposti i precetti sotto elencati:
a) Interdizione assoluta di esercitare qualsiasi forma di apostolato (per es.: promozione del culto pubblico o privato, insegnamento della dottrina cristiana, direzione spirituale, partecipazione ad associazioni di fedeli, ecc.), nonché di acquistare ed amministrare beni destinati ad opere pie;
b) Divieto assoluto di rilasciare dichiarazioni in materia religiosa, specialmente riguardo ai "fenomeni di Medjugorje"
c) Proibizione assoluta di abitare nelle case dell'Ordine dei Frati Minori.
Circa l'esecuzione delle gravi disposizioni prese dalla S. Sede nei confronti del Sig. Tomislav Vlasic, la stessa Sede Apostolica chiama direttamente in causa i Superiori dell'Ordine.
Pertanto, mi rivolgo a te, perché vigili, ed avverta opportunamente i Guardiani e i responsabili delle case filiali, sul pieno rispetto, da parte di Tomislav Vlasic, delle disposizioni pontificie che lo riguardano, in modo particolare di quella relativa alla proibizione di abitare nelle case comunque appartenenti all'Ordine dei Prati Minori, sotto pena di rimozione dall'ufficio.
Confidando nella tua piena comprensione e pronta collaborazione, ti saluto fraternamente.

Roma, 10 marzo 2009

Fr. José Rodríguez Caballo, Ofm,
Ministro Generale

 

Dismissione allo stato laicale di Tomislav Vlasic

La lettera indirizzata da padre José Rodriguez Carballo, ministro generale dell’Ordine (dal sito di Radio Maria Italia)

 

 

Le accuse rivolte a padre Tomislav Vlašić

Ecco il testo integrale del documento, rintracciabile sul sito della Diocesi di Mostar-Duvno, nel quale si fa riferimento al decreto della Congregazione per la Dottrina della Fede:

Vescovo, 2008-08-31

La Congregazione per la Dottrina della Fede, con Lettera prot. 144/1985-27164, del 30 maggio 2008, mi ha incaricato, in qualità di Vescovo locale di Mostar-Duvno, di informare la comunità diocesana sullo status canonico di fra Tomislav Vlasic, fondatore dell’aggregazione ”Kraljice mira potpuno Tvoji - po Mariji k Isusu”.

Nella Lettera, firmata dal Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, arcivescovo Angelo Amato, sta scritto:

«Nel contesto del fenomeno Medjugorje, questo Dicastero sta trattando il caso del Rev. P. Tomislav Vlasic, OFM, originario di codesta regione e fondatore dell’aggregazione "Kraljice Mira, potpuno tvoji - po Mariji k Isusu".

Con Decreto del 25 gennaio 2008, debitamente intimato, questo Dicastero imponeva severe misure cautelari e disciplinari al Rev. Vlasic.

Notizie non infondate, giunte a questa Congregazione, rivelano che il religioso in parola non abbia ottemperato, neppure parzialmente, all’obbedienza ecclesiastica richiesta dalla delicatissima situazione in cui versa, mentre si appura che svolge solerte attività in codesta diocesi di Mostar-Duvno e nei territori pertinenti, dando vita ad opere di religione, edifici ed altro.

Poiché il Rev. Vlasic è incorso nella censura dell’interdetto latae sententiae riservato a questo Dicastero, prego l’E.V., per il bene dei fedeli, di informare la comunità della condizione canonica del P. Vlasic, e, nel contempo, di relazionare circa la situazione in merito…».

***

Si tratta del fatto che la stessa Congregazione della Santa Sede ha applicato le sanzioni ecclesiastiche nei confronti del R. P. Tomislav Vlašić, come risulta dal Decreto della Congregazione (prot. 144/1985), del 25 gennaio 2008, firmato dal Cardinale William Levada, Prefetto, e dall’Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione, e il Concordat cum originali, del 30 gennaio 2008, verificato da msgr. John Kennedy, ufficiale della Congregazione.

Il Decreto è notificato al R. P. fra Tomislav Vlašić in Curia Generale OFM a Roma, il 16 febbraio 2008, e l’intimazione è stata controfirmata dal Ministro Generale dei Frati Minori, Padre fra José R. Carballo, Ordinario del Padre Vlašić.

Nel Decreto della Congregazione sta scritto che il R. P. Tomislav Vlašić, è chierico dell’Ordine dei Frati Minori – fondatore dell’aggregazione "Kraljice Mira, potpuno tvoji - po Mariji k Isusu" e coinvolto nel "fenomeno Medjugorje" – segnalato alla Congregazione "per divulgazione di dubbie dottrine, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza ad ordini legittimamente impartiti ed addebiti contra sextum".

Studiato il caso, la Congregazione nel suo Congresso particolare ha decretato le sanzioni al R. P. fra Tomislav Vlašić, come segue:

1. È fatto obbligo di dimora in una domus Ordinis della regione Lombardia (Italia) determinata dal Ministro Generale dell’Ordine, da attuarsi entro trenta giorni dalla legittima intimazione del presente decreto;

2. È interdetta ogni relazione con la comunità "Kraljice Mira…" e con i suoi membri;

3. È vietato effettuare negozi giuridici e agire negli organismi amministrativi sia canonici che civili senza licenza scritta ad actum del Ministro Generale dell’Ordine e sotto la responsabilità dello stesso;

4. È fatto obbligo di seguire un iter formativo teologico-spirituale con valutazione finale e, previa recognitio di questo Dicastero, emissione della professio fidei;

5. Sono proibiti l’esercizio della "cura d’anime", la predicazione, i pubblici interventi ed è revocata la facoltà di confessare fino alla conclusione di quanto disposto al numero precedente, salva la valutazione di merito.

Alla violazione dell’obbligo di dimora (n. 1) e dei divieti menzionati ai nn. 3 e 5 è annessa la sanzione dell’interdetto (ex can. 1332) latae sententiae, riservato alla Sede Apostolica.

Si ammonisce il Rev. Vlasic che in caso di contumacia si procederà al processo penale giudiziale in vista di più aspre sanzioni, non esclusa la dimissione, considerati anche i sospetti di eresia e scisma nonché di atti scandalosi contra sextum, aggravati da motivazioni mistiche.

Il Rev. Vlašić rimane sotto la giurisdizione diretta del Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori che provvederà alla vigilanza tramite il Superiore locale o altro Delegato”.

***

Ai sacerdoti, religiosi, religiose ed altri fedeli nelle Diocesi di Mostar-Duvno e Trebinje-Mrkan, nonché a tutti a cui spetta "nei territori pertinenti", si porta a conoscenza in quale status canonico versa il R. P. fra Tomislav Vlašić.

Con particolari ossequi
+ Ratko Perić, vescovo, m.p.
don Ante Luburić, cancelliere, m.p.

(Fonte: Diocesi di Mostar-Duvno - Settembre 3, 2008)

 

 

Il sospetto di eresia rivolto a padre Tomislav

Sul sito del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa) è possibile rintracciare un utile studio condotto da Padre François Dermine e Vincenzo Rossi frutto di un'indagine su un fenomeno sorto dapprima in seno a una comunità religiosa insediata in alcune diocesi italiane ed estere, quindi diffusosi in modo più ampio all’interno del mondo cattolico. Il GRIS è un organismo approvato dalla Conferenza Episcopale Italiana.

> Il caso Tomislav Vlašić: le rivelazioni ufologiche di suor Stefania Caterina (dal sito del GRIS)

 

 

LA DICHIARAZIONE DI MARIA PAVLOVIC

“Non vi è nessun rapporto fra la Comunità di Padre Tomislav Vlašić e le apparizioni di Medjugorje”

 

Nella primavera del 1988 P. Tomislav Vlašić, in una lettera pubblica indirizzata al mondo intero, affermava che la comunità da lui fondata con Agnes Heupel era stata voluta dalla Regina della pace e a questo riguardo chiamava in causa delle affermazioni della veggente Maria Pavlovic. Quest’ultima smentiva recisamente con una dichiarazione pubblica, inviata alla Congregazione della Dottrina della fede e affermava che non vi era nessun legame fra la Comunità di Padre Tomislav Vlasic e le apparizioni di Medjugorje. Il subdolo tentativo di accreditare con l’autorità della Madonna la suddetta comunità veniva così stroncato, anche se verrà reiterato negli anni successivi.

L’affermazione della Congregazione della Dottrina della fede del 25 Gennaio 2008 dove il caso di P. Tomislav Vlasic viene esaminato nel “contesto del fenomeno Medjugorje”, non va intesa come se fra le due realtà vi fosse un legame, come d’altra parte nel “contesto del fenomeno Fatima” non vi è nessun legame fra le apparizioni della Madona e le sette che vi sono abbondantemente pullulate. Sempre laddove opera Dio sopraggiunge il nemico a seminare la zizzania.

Va inoltre precisato che P. Tomislav Vlašić non è mai stato parroco di Medjugorje, ma solo vice parroco e in questa veste ha avuto i rapporti con i veggenti come con gli altri ragazzi della parrocchia. Non corrisponde alla realtà la presuntuosa definizione che lui dà di se stesso di “guida spirituale dei veggenti”. Dal 1985 è stato allontanato dalla parrocchia e non ha più fatto parte dell’équipe parrocchiale. Qui di seguito la Dichiarazione di Maria Pavlovic, sia autografa che stampata, datata 11 Luglio 1988.

(introduzione al documento di P. Livio Fanzaga)

***

Mi trovo nella necessità morale di fare davanti a Dio, la Madonna e la Chiesa di Gesù Cristo, le seguenti dichiarazioni:

1. Dai testi "Una chiamata nell'anno mariano" e dalla testimonianza che porta la mia firma, appare che io avrei portato come risposta della Madonna ad una domanda di Padre Tomislav: "Questo è un piano di Dio"; cioè appare che io avrei dato, da parte della Madonna, a Padre Tomislav la conferma e l'approvazione esplicite dell'Opera e del programma intrapresi in Italia con il gruppo di preghiera di Medjugorje.

2. Ora, dichiaro che mai ho chiesto alla Madonna una conferma qualsiasi per l'Opera intrapresa da P. Tomislav e Agnes Heupel. Mai ho chiesto esplicitamente per me se dovevo far parte dell'Opera, e mai ho ricevuto dalla Madonna un'istruzione qualsiasi a proposito del gruppo, salvo che ognuno doveva essere libero di scegliere per la propria vita.

3. Dai testi e dalla testimonianza che porta la mia firma appare che la Madonna mi avrebbe mostrato che la comunità ed il programma di P. Tomislav ed Agnes Heupel erano la strada di Dio per me e per gli altri. Ora, ripeto che mai ho ricevuto dalla Madonna né ho dato a P. Tomislav o a qualsiasi altra persona una tale conferma ed istruzione da parte della Madonna.

4. La testimonianza tale quale è pubblicata in italiano non corrisponde alla verità a proposito della prima iniziativa. Personalmente non ho avuto nessun desiderio di fare qualsiasi dichiarazione scritta. Padre Tomislav mi ha suggerito con insistenza di scrivere come veggente una testimonianza che il mondo aspettava.

5. Devo anche dichiarare che la redazione come è presentata e la mia firma suscitano alcune domande. Io per il momento posso dare a tutte le domande possibili questa unica risposta, che do, lo ripeto, davanti a Dio, davanti alla Madonna e alla Chiesa di Gesù Cristo: tutto quel che può essere percepito come conferma e approvazione esplicita dell'Opera di P. Tomislav ed Agnes Heupel da parte della Madonna tramite me è assolutamente estraneo alla verità, ed è anche estraneo alla verità il pensiero che io abbia avuto il desiderio spontaneo di scrivere quella testimonianza.

6. Credo come un obbligo morale mio, ripetere, sempre davanti a Dio, alla Madonna ed alla Chiesa, la seguente dichiarazione:
dopo sette anni di quotidiane apparizioni, dopo la più intima esperienza che ho della delicatezza e della prudenza della Madonna, dopo tutto quello che posso ricordarmi dei consigli della Madonna, e delle risposte della Madonna alle domande personali, posso dichiarare che non è possibile sostenere che l'Operazione celeste ed il messaggio globale della Madonna a Medjugorje abbiano come conseguenza santa, come collegamento voluto dalla Madonna, l'Opera e la programmazione intraprese in Italia da P. Tomislav ed Agnes Heupel.

Ed è anche necessario aggiungere in questo luogo che le apparizioni quotidiane continuano.
Questa dichiarazione, la firmo davanti al Santissimo Sacramento e la destino a tutti quelli che sono di cuore legati all' "Operazione" della Madonna a Medjugorje.

11.7.1988

Firmato: Marija Pavlovic

Dichiarazione di Marija Pavlovic su Tomislav Vlasic

La dichiarazione dattiloscritta e manoscritta della veggente Marija Pavlovic (dal sito di Radio Maria Italia)

 

 

"Il Padre Provinciale dei francescani sul caso Tomislav"

Intervista al Provinciale dei Francescani di Erzegovina, ex parroco di Medjugorje. Dr. Fra Ivan Sesar: «Siamo pronti ad accogliere una nuova "Commissione" su Medjugorje».

di ŽARKO IVKOVIĆ

fra Ivan Sesar
Dr. fra Ivan Sesar
(Foto: Zoran Grizelj)

In questi giorni ha avuto una eco sensazionale la notizia che il Vaticano avrebbe incominciato a fare il regolamento dei conti con il fenomeno di Medjugorje e che il Papa stesso l’avrebbe giudicato un inganno. Nel retroscena di questa non veritiera informazione c'era il caso di fra Tomislav Vlašić, il quale è stato condannato dal Vaticano per “divulgazione di dubbie dottrine, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disubbidienza ad ordini legittimamente impartiti ed addebiti contra sextum”. Siccome si tratta di un Sacerdote che ha prestato il suo servizio a Medjugorje, la veridicità delle apparizioni della Madonna è di nuovo messa in dubbio.

• Che cosa risponde in merito dr. Fra Ivan Sesar, Provinciale della Provincia Francescana Erzegovinese ed ex parroco di Medjugorje?
– Sono sorpreso di queste errate, e mi permetto di dire malintenzionate, conclusioni. Si sa che la Santa Sede segue con particolare attenzione i fatti di Medjugorje e che ancora non ha pronunciato la sua definitiva sentenza. Il Vaticano non è un’ Istituzione che fa il regolamento dei conti con qualcuno e tanto meno con Medjugorje.

• Però la condanna di fra Tomislav, per gli scettici costituisce un'altra prova che il fenomeno di Medjugorje e stato ideato dai frati di Erzegovina?
– È una grande falsità che i francescani di Erzegovina abbiano ideato il fenomeno di Medjugorje. Ogni ben pensante che si prende cura di conoscere la verità sugli inizi dei fatti di Medjugorje, facilmente scoprirà che i frati in servizio in quel periodo nella parrocchia di Medjugorje, si sono avvicinati agli eventi che capitavano, con la massima cautela.

• Il collega Inoslav Bešker ha fatto un passo avanti e si è chiesto apertamente se proprio fra Tomislav Vlašić non abbia “ideato le apparizioni”. Qual'è la verità sull'operato di fra Tomislav a Medjugorje?
– Anche l’affermazione che fra Tomislav Vlašić sia autore delle apparizioni a Medjugorje è assurda. Cioè, è risaputo e facilmente dimostrabile che fra Tomislav nel mese di giugno 1981, quando – stando alle testimonianze dei sei ragazzi – sono incominciate le prime apparizioni, non era in servizio a Medjugorje e non conosceva i ragazzi. A Medjugorje è venuto per volontà del superiore in settembre del 1981, dopo l’arresto di fra Jozo Zovko. È stato in servizio nella parrocchia meno di quattro anni, nel 1985 e stato trasferito a Vitina e nel 1988 e andato in Italia.

fra Ivan Sesar

• Fra Tomislav era la guida spirituale dei veggenti? Oppure falsamente si presentava come tale, anche al Papa , cioè come colui che per “Divina Provvidenza guidava i veggenti di Medjugorje”?
Questo provincialato non ha mai raccomandato né nominato alcuno come guida spirituale dei ragazzi. Penso che nemmeno i parroci di Medjugorje abbiano mai avuto questo mandato di essere guida spirituale dei veggenti. Il fatto è che alcuni frati erano loro confessori, avevano con loro e le loro famiglie un rapporto amichevole e questo si può capire. Chi è amico di chi, oppure chi è la guida spirituale, dovete chiederlo voi stessi ai veggenti. In questi giorni si è potuto leggere nei media che alcuni dei veggenti lo hanno negato categoricamente.

• La condanna inflitta a fra Tomislav ha qualche attinenza con il suo servizio a Medjugorje? Il Vescovo di Mostar Ratko Perić lo mette chiaramente in relazione.
– Per quanto mi risulta dalla lettura delle comunicazioni, fra Tomislav Vlašić non è stato condannato per il suo lavoro pastorale al servizio della parrocchia di Medjugorje, neppure per il fenomeno Medjugorje e neppure per il suo parere personale verso il fenomeno. Con il suo trasferimento da Medjugorje il Vescovo di allora non gli ha tolto nessuno dei privilegi sacerdotali. Non vedo il motivo per il quale qualcuno lo colleghi con il suo lavoro pastorale svolto a Medjugorje oppure con il fenomeno stesso e tanto meno vedo la ragione che questa condanna si spieghi come la negazione Vaticana di Medjugorje.

• Qual è la posizione della Provincia francescana Erzegovinese nel caso di fra Tomislav?
– Fra Tomislav risulta ufficialmente trasferito in Italia nel 1992, nella Provincia francescana dell'Abruzzo, dove vive e lavora. Significa che la nostra Provincia, da allora, non ha nessuna informazione del suo operato. Perciò, in accordo con la legge del nostro Ordine, lui non ha l'obbligo di rendere conto del suo lavoro alla Provincia Francescana di Erzegovina della Beata Vergine Maria, e neppure lo ha fatto. Per lui è competente il Provinciale e l’amministrazione provinciale alla quale appartiene. Sui dettagli del suo operato in Italia non sono mai stato informato.

• Il Vaticano ha annunciato la formazione di una nuova Commissione che inizierà di nuovo a studiare il fenomeno di Medjugorje. Che cosa ci potete dire al riguardo?
– Anche se si parla di questo sempre più spesso e con sempre maggior insistenza, quest'ufficio non ha ricevuto nessuna nota di conferma.

• La nuova Commissione sarà sotto il “patronato” del Papa? E qualcuno è gia stato nominato come membro di questa Commissione?
– Da quanto so da fonti non ufficiali, si tratterebbe di una Commissione internazionale che dovrebbe essere nominata dalla Santa Sede. In qualità di Provinciale della provincia alla quale appartiene la Parrocchia di Medjugorje, a cui è stata affidata la cura pastorale, e come ex parroco di Medjugorje, dichiaro che siamo completamente aperti e pronti alla collaborazione con qualsiasi Commissione che sarà nominata dalla Chiesa ufficiale. La Parrocchia di Medjugorje è da sempre legalmente guidata dai francescani i quali, in accordo con le prescrizioni, hanno proposto e nominato competenti governi. Il personale pastorale desidera che tutto ciò che accade lì, sia in accordo con le prescrizioni e l'insegnamento della Chiesa. Medjugorje non è come alcuni pensano e dichiarano “progetto individuale" né di alcuni gruppi, ma è un dono provvidenziale del cielo ed una grande offerta all'uomo odierno e all’umanità intera.

• Succede qualche cosa che rimane celato agli occhi del popolo di Medjugorje?
– Non succede niente di segreto né di nascosto agli occhi del pubblico. Ciascuno è libero di venire, sia come fedele sia come non credente, per vedere che cosa succede lì e per cercare di capire per quale ragione arrivano tante masse di pellegrini da tutto il mondo. I numeri chiaramente confermano che, nonostante tutto, Medjugorje è oggi uno dei luoghi di pellegrinaggio più conosciuti nel mondo cattolico , un centro di spiritualità, una "calamita" che attrae molte persone in cerca di Dio.

Fonte: dal quotidiano croato "Vecernji list" del 14/9/2008
Traduzione italiana di Jadranka H.

 

 

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