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Sacra Scrittura

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SACRA SCRITTURA

Il carisma sicuro della verità nella Sacra Scrittura

«L'ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo» (San Girolamo)

 

La Sacra Scrittura
La Sacra Scrittura

DIO È L'AUTORE DELLA SACRA SCRITTURA – Alla luce della fede, la Sacra Scrittura è "Parola di Dio": è infatti Dio che, nella sua divina bontà, si rivela progressivamente agli uomini usando parole umane e attraverso autori umani. Sotto la guida dello Spirito Santo gli autori sacri comunicano, secondo una pedagogia divina che si manifesta progressivamente nel tempo, tutte quelle verità di carattere soprannaturale che Dio dà all'umanità per condurla alla salvezza. Il discernimento della Sacra Scrittura non può pertanto avvenire se non sotto la guida della Fede, alla luce dello Spirito Santo e del Magistero della Chiesa.

IL CRISTIANESIMO NON È UNA RELIGIONE DEL LIBRO – La grande importanza che rivestono le Scritture, tuttavia, non deve far dimenticare che esse traggono la loro forza da Gesù Cristo, il Verbo Incarnto, che è la Parola del Dio vivente che ha assunto una natura umana. Per questo motivo il cristianesimo non può essere considerato fra le "religioni del libro" (come avviene per l'ebraismo con la Torah o l'islam con il Corano) perché per il cristiano il cuore della fede è Cristo vivo, cioé una persona. Per quanto sia grande e importante la Scrittura, per i cristiani essa non è altro che un veicolo che ci conduce a Cristo vivo, il Verbo che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Date queste premesse, tutti cristiani sono invitati dalla Chiesa a comprendere tutta la bellezza e la grandezza che ci proviene della Sacra Scrittura.

L'ISPIRAZIONE DELLA SACRA SCRITTURA – La Sacra Scrittura è la Parola di Dio che si comunica a noi attraverso una parola umana. In questo vi è una analogia con l'incarnazione: così come il Verbo si è fatto carne così la Parola di Dio si comunica a noi come parola umana. Per questo motivo la Sacra Scrittura è un libro che è sia umano che divino nel medesimo tempo, così come Gesù Cristo è sia umano che divino.
Perché la Sacra Scrittura è un libro umano? Perché è stato scritto da veri autori umani che nel momento in cui scrivevano erano ispirati dallo Spirito Santo.
Perché la Sacra Scrittura è un libro divino? Perché l'azione dello Spirito Santo fa muovere l'intelligenza e la volontà degli autori in modo tale da comunicare esattamente quello che Dio vuole che sia scritto, pur rispettando le particolarità proprie dei singoli autori (ciascun autore biblico usa cioé un proprio linguaggio che risente della cultura, delle conoscenze scientifiche del tempo, di un proprio stile letterario, ecc). La Scrittura ha dunque due autori: il principale, che è lo Spirito Santo, e l'autore umano (o i diversi autori umani per i libri stratificati). Per questo motivo la Scrittura è oggetto di venerazione da parte della Chiesa. Solo per la Sacra Scrittura c'è questa ispirazione divina che fa in modo che la parola dell'autore umano sia Parola di Dio, al contrario delle rivelazioni private per cui il contenuto è sotto la responsabilità di chi lo scrive.

LA QUESTIONE DELLA INERRANZA – Il dogma dell'inerranza implica il concetto di infallibilità della Sacra Scrittura per i contenuti di fede e morale. I motivi per cui Dio ci ha parlato sono evidenti: l'uomo non sarebbe mai riuscito da solo ad arrivare a capire le verità che riguardano Dio, l'uomo, la salvezza e la legge morale. Dio ci ha voluto rivelarci quelle verità che sono necessarie per la nostra salvezza e pertanto la Scrittura è infallibile solo in queste verità. Per quanto riguarda le restanti notizie di carattere astronomico, storico o scientifico la Scrittura rispecchia esattamente la mentalità degli autori, con un determinato modo di pensare che è legato alla scienza di quel tempo. Ad esempio, per quanto riguarda il racconto della creazione, la Scrittura non vuole certo rivelare verità di carattere scientifico, come il fatto che il mondo sia stato creato in 7 giorni effettivi, ma verità di ordine teologico, ossia che Dio ha creato il mondo dal nulla e che lo accompagna fino a quando ci saranno "cieli nuovi e terra nuova". Galileo Galilei, nel suo noto processo, ha difeso le sue posizioni scientifiche in contrasto con quelle contenute nella Scrittura invocando questo principio molto semplice: Dio ha voluto rivelarci come si va in cielo (cioé quali sono le verità necessarie per la nostra salvezza) e non come è fatto il cielo (perché questo aspetto è lasciato alla nostra indagine razionale e umana). L'inerranza della Scrittura riguarda dunque esclusivamente le verità di carattere molare e religioso, allo stesso modo in cui il Papa è assistito dallo Spirito Santo solo per quanto riguarda le verità morali e religiose. Questo non vuol significare che la Bibbia non possa essere indagato seriamente anche da un punto di vista storico, come evidenziato ad esempio dal volume La Bibbia aveva ragione di Werner Keller.

UN ERRORE DA EVITARE: IL FONDAMENTALISMO – La verità della Scrittura deve essere intesa in senso dinamico: essa non concerne tanto le singole affermazioni (così inteso, il riferimento alla verità della Scrittura potrebbe portare al fondamentalismo) quanto la rivelazione di Dio nella sua globalità e in quanto storia salvifica. Non si possono valutare i testi antichi partendo semplicemente dalla nostra mentalità ma è indispensabile quello sforzo interpretativo che tenga presente il contesto in cui le pagine della Scrittura sono nate, i generi letterari in esse impiegati, i condizionamenti che hanno inciso sui diversi autori. Il lettore deve dunque avere quella sapienza e quella capacità per poter discernere ciò che è importante da ciò che è marginale, il filo rosso della rivelazione dall'involucro che la custodisce. In questo senso il ruolo di biblisti ed esegeti può essere fondamentale.

IL RAPPORTO TRA CHIESA E SCRITTURA – Essendo stata scritta per la Chiesa, la Sacra Scrittura non può essere letta ed interpretata personalmente e in modo disgiunto dalla Chiesa. Il Concilio Vaticano II ha indicato tre criteri per una interpretazione della Bibbia conforme allo Spirito che l'ha ispirata. Per prima cosa va tenuta in grande considerazione il contenuto e l'unità di tutta la Scrittura, quindi è necessario leggere la Scrittura nella Tradizione vivente della Chiesa, infine occorre essere attenti all'analogia della fede, evitando cioé di estrapolare singole affermazioni dall'insieme. Oggi i fedeli sono invitati ad accostarsi personalmente ai libri sacri, ma con quella medesima fede con cui li interpreta la Chiesa.

 

Rivelazione, Sacra Scrittura e Tradizione

"La rivelazione, cioè il volgersi di Dio verso l'uomo, il Suo venirgli incontro, è sempre più grande di quanto può essere espresso in parole umane, più grande anche delle parole della Scrittura. La Scrittura è la testimonianza essenziale della rivelazione, ma la rivelazione è qualcosa di vivo, di più grande perché sia tale essa deve giungere a destinazione e deve essere percepita, altrimenti essa non è divenuta rivelazione. La rivelazione non è una meteora precipitata sulla Terra, che giace da qualche parte come una massa rocciosa da cui si possono prelevare dei campioni di minerale, portarli in laboratorio e analizzarli. La rivelazione ha degli strumenti, ma non è separabile dal Dio vivo, e interpella sempre la persona viva a cui essa giunge. Il suo scopo è sempre quello di raccogliere gli uomini, di unirli tra loro - per questo essa implica la Chiesa. Ma se si da questa sporgenza della rivelazione rispetto alla Scrittura, allora l'ultima parola su di essa non può venire dall'analisi dei campioni minerali – il metodo storico-critico –, ma di essa fa parte l'organismo vitale della fede di tutti i secoli. Proprio questa sporgenza della rivelazione sulla Scrittura, che non può a sua volta essere espressa in un codice di formule, è quel che noi chiamiamo tradizione".

(Joseph Ratzinger, Rivelazione: Sacra Scrittura o Tradizione?)

 

 

Benedetto XVI

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